La Storia

Il nome di Petriano è legato alla colonizzazione romana e sulla sua origine sono state formulate diverse ipotesi: alcuni lo fanno derivare da Petreius, cioè il nome del proprietario del fondo, altri da Petre-tres-amnes, che significa sopra tre fiumi (l’Apsa che scende da Urbino, il Tagliatesta che arriva dalle Cesane passando per Palazzo del Piano ed il Razzo che segna i limiti settentrionali del territorio comunale).
Il primo riferimento scritto a Petriano si ha nel più antico documento della diocesi urbinate, datato 1069. Esso concedeva al Capitolo delle Cattedrale di Urbino, autonomia giuridica, amministrativa ed economica, attraverso la concessione di vaste proprietà, tra cui appunto Petriano. Tuttavia l’esistenza del castello viene ufficialmente documentata solo molti anni più tardi: una bolla pontificia del 1356 certifica che quello di Petriano era uno dei 54 castelli della Marca di Ancona. Il Castello di Petriano passò ai consoli di Urbino seguendo poi i destini della città feltresca.
Nonostante il nostro territorio fosse soggetto alla Chiesa, ai Signori di Montefeltro era concesso governare la zona con una certa autonomia e per tutto il ’400 essi emanarono numerose e severe disposizioni che compromisero lo sviluppo e la prosperità dei vari castelli.

Questa situazione durò per circa un secolo e solo a partire dal 1502, quando Cesare Borgia sottrasse il potere ai Montefeltro, Petriano poté conoscere un momento di gloria e prosperità che si protrasse per tutto il periodo in cui la guida del territorio fu nelle mani dei Della Rovere. Nel 1623 si concluse infatti la dinastia dei Della Rovere e il ducato passò sotto il diretto governo della Chiesa diventando nel 1631 una Legazione Apostolica. Fu questo l’inizio di un periodo di ristagno economico, carestie ed epidemie.
Tra il 1796 e il 1798 si svolse in Italia la prima campagna napoleonica, che portò alla creazione delle Repubbliche Democratiche: il territorio di Pesaro e Urbino venne spartito lungo l’asse del fiume Foglia tra la Repubblica Cisalpina e la Repubblica Romana, e a quest’ultima confluì Petriano.
Nel 1827 Petriano divenne Comune e, grazie alle riforme attuate Papa Pio VII, venne garantita la liberalizzazione del commercio. Nonostante ciò l’economia non subì miglioramenti e le condizioni di vita della popolazione rimasero fortemente precarie, anche a causa di terribili carestie.
Nel 1860 le Marche vengono annesse al Regno d’Italia e la situazione già difficile di Petriano non trasse beneficio dal nuovo assetto politico.
Più tardi, nel 1928, con la riorganizzazione amministrativa effettuata dal Fascismo, il Comune di Petriano venne soppresso, per tornare ad essere indipendente solo dopo la seconda guerra mondiale.
Nel periodo della grande ricostruzione e del successivo miracolo economico, Petriano conobbe un momento di prosperità e di sviluppo industriale, che portò allo spostamento delle attività dalla campagna verso valle, a Gallo.
Oggi Gallo è un importante centro di transito della direttrice Pesaro-Urbino. Il territorio è in parte occupato da zone industriali che ospitano aziende di importanza nazionale e internazionale e le attività economiche sono fiorenti.